Viaggi a piedi: cioè, cogli il presente...
"La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo." Fernando Pessoa 

I viaggi a piedi sono l'unico modo di viaggiare, se intendiamo con questa parola qualcosa di più di un semplice spostamento da un punto A ad un punto B. Questo è quello che si fa in macchina, in aereo o in treno: lasciarsi trasportare, con l'unico obiettivo di raggiungere la meta. Nei viaggi a piedi, non è così. Certo, la meta esiste, si cammina per raggiungere una destinazione: tutti i viaggi ne hanno una; è intrinseca nel viaggio stesso, anche in quello che si intraprende per il semplice piacere di viaggiare. Ogni cosa ha una fine ed un fine: ciò che conta è in che modo si raggiunge. Soltanto nei viaggi a piedi, però, si vivono davvero i momenti intermedi, il percorso, il cammino. Perché? Semplicemente perché siamo noi stessi gli autori del nostro spostamento.


Nei viaggi a piedi, noi stessi siamo parte attiva e non semplicemente un oggetto che viene trasportato, come avviene quotidianamente. Siamo noi a percorrere passo dopo passo il nostro sentiero, la nostra strada. Strada...la parola stessa sembra acquistare una significato del tutto nuovo, quando la percorriamo a piedi. Non è più quella brutta linea di terra asfaltata, ruvida e scura, su cui sfrecciano insensibili le automobili. No, è qualcosa di diverso, di più bello. E' qualcosa di vivo, diventa una metafora. E' la nostra vita; è il percorso che ci è stato assegnato o quello che abbiamo scelto, non importa: è quello su cui stiamo camminando. Nei viaggi a piedi, ognuno cammina sulla sua strada, anche se essa materialmente è una sola; ma ognuno la vive in modo diverso, con i propri piedi.


La fatica, gli odori, i suoni: questi sono i colori del viaggio ed il senso del viaggiare. E attraverso di essi, percepiamo noi stessi. La fatica, per esempio: ogni giorno cerchiamo di scansarla, fuggirla, passarla a qualcun altro, ma nei viaggi a piedi non si può. Nel cammino, la fatica è tutta nostra: è ciò che nasce dall'incontro tra il nostro corpo e la strada. E' ciò che ci fa vivere il viaggio e ciò che ci fa percepire noi stessi. Attraverso di essa, conosciamo la strada: le sue discese, le sue salite; ma attraverso di essa, conosciamo anche noi stessi. E' ciò che ci fa vivere l'hic et nunc, il qui ed ora, la contemporaneità. Il luogo da cui siamo partiti è passato e la nostra meta è nel futuro, la fatica è adesso, su questo singolo passo. Questo è l'unico modo per vivere il presente e nel presente conoscere noi stessi: non come saremo, né come eravamo, semplicemente...chi siamo.